DALL'ITALIA - Lo Smart Working si prende cura del pianeta

smart working:un prezioso alleato per la sostenibilità

Regione Emilia-Romagna ha partecipato alla prima indagine nazionale su Smart Working e PA, promossa da ENEA per indagare le esperienze delle amministrazioni che hanno sperimentato il lavoro agile nel periodo 2015-2018. Gli spunti più interessanti derivano da tre temi: mobilità, aspetti ambientali e esperienze di lavoratrici e lavoratori.

 

Riflettere sugli scenari pre-pandemia e sulla loro evoluzione attuale può aiutarci ad avere una visione d’insieme e a progettare le strategie di lungo periodo. Con questo spirito possiamo analizzare la ricerca Il tempo dello Smart Working. La PA tra conciliazione, valorizzazione del lavoro e dell’ambiente, che ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha condotto presso 29 amministrazioni – tra cui la Regione Emilia- Romagna – per  indagare i comportamenti e le esperienze di oltre 3.300 lavoratori del settore pubblico coinvolti in progetti di smart working nel periodo 2015 -2018.

I partecipanti hanno compilato un questionario on-line anonimo nel quale sono state analizzate tre aree principali del lavoro agile:

  •  mobilità
  •  aspetti ambientali
  •  esperienze personali.

 

 La mobilità

Il primo tema è stato affrontato a partire da un'analisi sugli spostamenti casa-lavoro-casa. Dall’indagine emerge che il 58% dei rispondenti copre quotidianamente una distanza entro i 40 Km per effettuare questo tragitto, mentre il 24% percorre oltre 70 Km al giorno. I comportamenti riscontrati mostrano una grande eterogeneità rispetto alle differenti tipologie di amministrazioni e ambiti territoriali: i tempi di percorrenza dichiarati dalle persone che lavorano presso enti di ricerca, regioni, agenzie regionali (ovvero enti che non hanno sedi di competenza territoriale comunale) sono mediamente più lunghi rispetto alla media del campione.

Il mezzo di trasporto più utilizzato è l’automobile, scelta da 73% dei rispondenti, seguito dal trasporto pubblico (29% degli intervistati) e dalla mobilità “dolce” - a piedi o in bicicletta - a cui ricorre l’11% dei lavoratori e delle lavoratrici; l’uso del ciclomotore-monociclo è selezionato dal 4% del campione. Basso l’utilizzo del trasporto aziendale (1%), adottato in misura ridotta nella PA.

mezzi di trasporto utilizzati per almeno una parte del tragitto casa-lavoro-casa

Tra le motivazioni sulla scelta dei mezzi di trasporto per il tragitto casa-lavoro-casa emerge l’esigenza di risparmiare tempo, di avere autonomia di movimento e di ridurre i costi. Le altre motivazioni riguardano la necessità di effettuare soste in destinazioni intermedie, la difficoltà di reperire parcheggi idonei o la mancanza di un servizio pubblico adeguato.

Durante l’attività di smart working gli spostamenti quotidiani risultano decisamente brevi. Il 53% dei rispondenti si sposta nelle zone limitrofe della propria abitazione, il 39% nel proprio quartiere e solo l’8% in zone poste a maggiore distanza.

Far emergere le evidenze su questi stili di comportamento e associarli agli impatti ambientali è un primo passo essenziale per l’impostazione di approcci sempre più specifici sulla sostenibilità urbana.

 

Aspetti ambientali

Nel periodo dal 2015 al 2018 il numero dei lavoratori agili nelle amministrazioni che hanno partecipato all’indagine è complessivamente cresciuto. Come conseguenza si è ottenuta una progressiva e significativa riduzione degli spostamenti casa-lavoro-casa e, con essi, dei consumi e delle emissioni di CO2 e di inquinanti atmosferici.

Gli spostamenti sono diminuiti drasticamente e, come evidenziato nel grafico sottorappresentato, è possibile osservare la quantità delle emissioni di biossido di carbonio (CO2) evitate.

emissioni di CO2 evitate

 

Il ricorso allo smart working è considerato importante dai partecipanti anche per i vantaggi che è in grado di apportare alla collettività, quali:

  • Il contenimento di fenomeni locali di congestione del traffico urbano e di inquinamento atmosferico
  • Il contenimento dei consumi di fondi fossili
  • Il contributo del lavoro agile alla lotta ai cambiamenti climatici.

 

Si aprono degli spazi di riflessione sui nuovi strumenti di policy integrate che possono contribuire a ridisegnare gli interventi, soprattutto su scala locale, per rispondere ai molteplici ambiti di sfida dei Sustainabile Development Goals dell’Agenda 2030 che la Commissione Europea ha posto al centro delle proprie politiche.

 

Le esperienze degli smart worker

La ricerca affronta infine il tema delle singole esperienze di lavoratrici e lavoratori per comprendere quali sono le aree di soddisfazione e quelle di insoddisfazione.

In questa fase dell’indagine ha sorpreso la varietà e la ricchezza delle risposte fornite ma, in generale, le numerose testimonianze riportano una valutazione diffusamente positiva sullo smart working. Particolarmente rilevante è stata la presenza di numerosi riferimenti ai temi dell’efficienza, della concentrazione e della produttività.

Il principale beneficio riscontrato risulta essere quello legato alla dimensione temporale, intesa come la conquista di maggiore autonomia e libertà. Il tempo sembra essere percepito come tempo liberato, data la riduzione dei momenti di spostamento casa-lavoro-casa. Il tempo liberato dischiude prospettive inattese, per sviluppare le relazioni sociali, dare spazio all’affettività o per la cura di sé.

Le amministrazioni possono trarre spunti preziosi da quest’indagine che analizza una fase pre-pandemica, per individuare elementi strategici da sviluppare nel percorso di uno smart working più strutturato e funzionale, inclusivo e attento ai bisogni dei lavoratori e del pianeta.

 

 

 

Su quale argomento verterà la prossima News dall’ItaliaPer scoprirlo, seguici sul nostro canale Linkedin e non perdere notizie e approfondimenti sul nostro Sito Web.