DALL'ITALIA - Smart Working: nuove prospettive per sostenere il cambiamento

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Tra il 2020 e il 2021 molte aziende italiane, grazie al proprio management, sono riuscite a ridisegnare i propri processi organizzativi, creando una nuova cultura aziendale condivisa e ponendo al centro di tali processi la persona e la formazione. Lo scopo è quello di sostenere un cambiamento efficace ed efficiente orientato allo smartworking e alla digitalizzazione.

È quanto emerge da una ricerca promossa da CFMT (Centro di Formazione Management del Terziario) e Manageritalia, condotta da Astraricerche in due diversi momenti della pandemia (aprile 2020 e gennaio 2021), alla quale hanno preso parte più di mille manager appartenenti alla rete Manageritalia. Lo scopo dell’indagine era quello di comprendere i cambiamenti di prospettiva e organizzativi delle imprese sul tema smartworking nel periodo di emergenza sanitaria.

Dall’indagine si evince che nel 2020 la gran parte delle aziende italiane ha mantenuto più o meno inalterato il proprio livello di servizi offerti, grazie all’implementazione del lavoro agile. Ad aprile 2020 il 32,1% delle imprese aveva mantenuto una capacità produttiva piena, a inizio 2021 questo valore sale al 47,9%.

Sono ripartite velocemente le aziende del Nord-Est, le multinazionali e le imprese con sede all’estero, anche se ancora oggi più di un’azienda su due non è tornata a pieno regime. Le organizzazioni con le performance peggiori sono in genere realtà aziendali che per loro natura non hanno potuto cambiare o riconvertire il proprio modello di business ricorrendo allo smartworking, come la società del settore del Turismo che ha subito un inevitabile brusco arresto.

Adattarsi al cambiamento

La ricerca mette in evidenza un fattore fondamentale: per la maggior parte delle imprese il ricorso allo smartworking non è dipeso da un cambiamento strategico e organizzativo, ma da una trasformazione improvvisa, imposta dalle condizioni esterne. Si è trattato, nei fatti, di una modalità lavorativa non ricercata dai singoli dipendenti e non preventivamente contrattata sulla base delle esigenze di tutti gli attori in campo.

Le imprese, nel corso del 2020, hanno lavorato con lo scopo di scoprire e poi sfruttare a pieno i tools delle piattaforme per la formazione a distanza e per le videoconferenze, per ovviare all’impossibilità di prossimità fisica.

Superare le criticità grazie al management

Alcune aziende però, grazie al management, sono riuscite nel corso dell’emergenza sanitaria a costruire e mettere in pratica processi organizzati, dando vita ad una nuova cultura aziendale condivisa e vedendo emergere nuove competenze, trasformando così, in modo virtuoso, l’imposizione in opportunità.

Queste imprese hanno lavorato per un vero e proprio “reskilling” delle competenze, modificando le proprie priorità, cogliendo in anticipo i mutamenti del panorama socioeconomico e trasformando, grazie all’implementazione di processi di self assessment, le proprie competenze trasversali, supportando il proprio team e costruendo una visione strategica nuova ed efficace.

Le priorità per il management rilevate nel gennaio 2021 appaiono profondamente differenti rispetto a quelle indicate in aprile del 2020. Il 37,9% indica lo sviluppo delle competenze e il talent management come priorità, più del doppio del 17,0% indicato ad aprile 2020.

La persona al centro dei processi

Cresce il dato sull’importanza conferita a “ricerca e selezione del personale”, che passa da 10,9% a 26,2% nel 2021. Questo dimostra una maggiore attenzione nei confronti dello sviluppo delle risorse umane, il “motore” delle imprese, soprattutto dopo la scossa subita tra marzo-aprile 2020.

Le organizzazioni si rendono conto che non è possibile fornire adeguato sostegno ai propri dipendenti esclusivamente dotandoli di strumenti tecnologici, ma che è necessario un supporto costante ed efficace (in, in cui la persona venga posta nuovamente al centro dei modelli organizzativi e di sviluppo), l’importanza conferita alla formazione, rispetto ad aprile 2020, a gennaio 2021 subisce un incremento del 12%.

I membri del team di ricerca, comprendono dai risultati emersi, che si è venuta a creare una prossimità di intenti tra team e management, entrambi a supporto della sopravvivenza e della sostenibilità dell’impresa. La formazione assume un ruolo centrale, colmando i gap esistenti, per consentire la costruzione di nuovi modelli di cultura aziendale.

Le Pubbliche Amministrazioni possono trarre ispirazione da questa ricerca, operando per un potenziamento delle soft skills dei lavoratori, fornendo indicazioni e strumenti sempre più adeguati per garantire un passaggio efficace da “lavoro in ufficio” a “lavoro ibrido” (parte in presenza e parte a distanza).

Italia e digitalizzazione

Il rapporto Desi (indice di digitalizzazione dell’economia e della società) della Commissione Europea nel 2019, inserisce l’Italia in buona posizione rispetto alla media UE, per connettività e servizi pubblici digitali, ma anche diffusione di servizi di sanità digitale, open data e copertura della banda larga veloce, la posiziona però al 24° posto tra i paesi UE per velocità di connessione.

Fornire devices ai dipendenti o implementare nuove strategie di business in una normalità rinnovata, in cui lo smartworking fa da protagonista, rende necessario un upgrade di competenze sui temi digitali. La Digital Transformation è uno dei tool fondamentali che i manager devono comprendere e incorporare nel delineare strategie e processi organizzativi, per garantire il futuro della propria impresa.

La sfida della “transizione al digitale” è oggi un tema centrale per la Pubblica Amministrazione: è determinante per rafforzare le capacità di gestione e strategica per arrivare a fornire ai cittadini i servizi essenziali. Una Pubblica Amministrazione digitalizzata è più efficiente, ben organizzata e realmente al servizio dell’utenza. Ciò può avvenire concretamente grazie alla semplificazione amministrativa e normativa e tramite uno snellimento delle procedure autorizzative e di controllo.

Le PA oggi sono pronte alla digital transformation?

Devono esserlo: adattarsi al cambiamento, puntare su un management che si rinnova e porre al centro la persona sono elementi determinanti, di cui le Pubbliche Amministrazioni possono fare tesoro per compiere la transizione in modo snello e efficiente.