Il Punto su - Smart Attitude: cos’è e a cosa serve?

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È sempre più necessario lavorare sulla Smart Attitude impostando il lavoro smart come new way of working: è quanto emerge dalla recente indagine svolta da Tommaso Ravasini con il supporto dell’Università di Bologna e di SCS Consulting che illustra come il lavoro agile favorisca lo sviluppo di competenze individuali e l’incremento delle prestazioni dei team di lavoro.

 

Cos’è la Smart Attitude?

È l’insieme delle competenze e attitudini che permettono alle persone di essere coinvolte nel processo di cambiamento e di sviluppare maggior consapevolezza, per costruire una modalità di lavoro smart adatto alle esigenze di lavoratori e organizzazioni.

Negli ultimi due anni lo smart working è stato il protagonista di importanti cambiamenti e dinamiche aziendali. La recente indagine “le prestazioni dei team: analisi delle competenze e delle percezioni pre e post Covid 19” dimostra che il lavoro smart è un importante driver per lo sviluppo delle competenze individuali e l’incremento delle prestazioni dei team di lavoro.

 

 

Ma come si rafforza la Smart Attitude? L’indagine fa emergere tre domande chiave che mettono in evidenza gli elementi centrali su questo tema:

  1. Qual è la new way of working?
  2. Quali sono gli effetti generati dal lavoro smart sulle persone e sulle prestazioni?
  3. Su cosa è importante lavorare per ottenere effetti positivi?

 

Qual è la new way of working?

La pratica lavorativa quotidiana che viviamo ogni giorno fa emergere chiara la necessità di adottare modelli strutturati di lavoro smart. L’attenzione alle persone è sempre maggiore e per questo Regione Emilia-Romagna è stata protagonista di un progetto di assessment e sviluppo formativo incentrato sul lavoro agile; tramite il questionario “Smart Attitude” è stato possibile rilevare la capacità delle persone di rispondere alle sfide sui processi di trasformazione digitale e sulle modalità di lavoro agile, così da poter lavorare sulle competenze abilitanti allo smart working.

 

Quali sono gli effetti generati dal lavoro smart sulle persone e sulle prestazioni?

Dall’indagine emerge che il lavoro smart ha migliorato le competenze individuali delle persone, sviluppando sia quelle legate all’intelligenza emotiva, sia quelle di Smart Attitude. Emerge anche che il lavoro ibrido ha favorito l’incremento delle prestazioni dei team di lavoro. Coloro che hanno lavorato principalmente in presenza hanno invece subito un deterioramento delle proprie competenze.

Lavorare in presenza in un periodo di cambiamento, in cui il numero di persone in ufficio era particolarmente ridotto, ha comportato minori scambi di conoscenze, di opportunità e relazionali con un calo di stimoli e competenze individuali che hanno generato prestazioni inferiori all’interno dei team di lavoro.

 

Su cosa è importante lavorare per ottenere effetti positivi?

Per ottenere migliori prestazioni dei team è importante partire dallo sviluppo delle competenze individuali e, in particolar modo, da quelle di Smart Attitude. Queste competenze sono positivamente correlate e presentano una relazione predittiva nei confronti delle prestazioni dei team: sviluppare le competenze individuali non solo garantisce un incremento delle capacità del singolo ma si ripercuote positivamente sulle performance del gruppo.

Dall’analisi emerge ancora una volta quanto sia determinante porre maggiore attenzione alle competenze delle persone, sempre più essenziali nei team di lavoro. Regione Emilia-Romagna ha messo al centro tali competenze e già nel 2019 ha intrapreso un progetto di sviluppo del lavoro con un percorso mirato a tutti i lavoratori nell’ottica del miglioramento continuo.

 

Le sfide dello smart working per il futuro

Per garantire alle persone un futuro sostenibile, in cui lo smart working e il lavoro ibrido possano divenire le modalità lavorative quotidiane, è importante comprendere che si tratta di un nuovo modo di concepire l’organizzazione, che focalizza l’attenzione sui temi della flessibilità, della responsabilizzazione, dell’orientamento agli obiettivi e del miglior equilibrio tra vita privata e lavorativa.

 

Per favorire la diffusione e lo sviluppo di soluzioni lavorative flessibili è necessario partire dal miglioramento delle prestazioni e quindi dalle persone, ascoltandole e condividendone preoccupazioni e obiettivi.

 

Non perdere il prossimo articolo sul tema, che tratterà proprio del progetto di Smart Attitude avviato da Emilia-Romagna Smart Working.