Regione Emilia-Romagna: misuriamo la Smart Attitude per rafforzare lo Smart Working

la smart attitude di Regione Emilia-Romagna

Regione Emilia-Romagna promuove ormai da alcuni anni un piano di Change Management con l’obiettivo di favorire e sostenere la diffusione dello Smart Working e definire un processo di sviluppo del lavoro agile partito nel 2017.  Per farlo sta portando avanti un percorso di misurazione della Smart Attitude.

 

Qual è stato il contributo del piano di Change Management?

Il progetto nasce nel 2019 e prende il via nel 2020 con la primissima fase che permette lo sviluppo e il rafforzamento di nuove modalità di lavoro e la definizione di una nuova employee journey che pone al centro gli interessi dei lavoratori e mette a valore processi di miglioramento e innovazione.

Il percorso di Change Managament adottato da Regione Emilia-Romagna si compone di più fasi:

  1. assessment del livello digitale/smartness
  2. promozione di un piano formativo per i team di lavoro smart
  3. sviluppo del percorso formativo

 

Durante le prime fasi progettuali è stata anche avviata un’analisi e una revisione del sistema di task management e degli strumenti di team management presenti nell’Ente, con l’obiettivo di strutturare un piano e degli strumenti adeguati a favorire la diffusione del lavoro agile nel processo di trasformazione digitale di Regione Emilia-Romagna.

 

monitoraggio

 

 

Come anticipato nella precedente news sul tema, nel 2020 è stata effettuata una prima mappatura per indagare il profilo del lavoratore in tre diverse dimensioni:

  1. propensione al cambiamento: è l’area che indaga il modo di porsi di fronte a un cambio di direzione e a un’alterazione della routine lavorativa. Rappresenta l’abilità di affrontare situazioni mutevoli, incerte, in evoluzione, con curiosità e voglia di imparare
  2. innovazione e proattività: è la sfera del nuovo e del creativo che indaga l’attitudine nel proporre e introdurre novità di contenuto (nuove idee), di metodo o di processo
  3. attitudine alla relazione: è l’ambito della socialità che include la creazione e la gestione positiva dei rapporti con gli altri in prospettiva di un obiettivo comune.

I rispondenti sono stati oltre 2000 lavoratori di Regione Emilia-Romagna.


 

Qual è l’innovazione dell’indagine sulla Smart Attitude?

Nel 2020 l’indagine ha restituito un vero e proprio profilo del lavoratore, costruito sulla base dei punteggi relativi alle competenze specifiche indagate e alle risposte fornite. Ogni partecipante ha potuto comprendere il proprio “livello” personale di Smart Attitude:

  1. Esploratore: vede nel cambiamento un’opportunità e si adatta alle diverse situazioni senza il timore di uscire dalla propria zona di comfort. Si assume la responsabilità delle proprie azioni e sfrutta il confronto e gli errori come fonti di apprendimento.
  2. Innovatore: è in grado di immaginare e prevedere gli scenari futuri, sviluppando idee e integrando i contributi altrui. Prende l’iniziativa e attiva modalità gestionali utili alla realizzazione di nuove idee e al raggiungimento di obiettivi.
  3. Integratore: è in grado di costruire reti di contatti con l’obiettivo di trarre il massimo valore dallo scambio tra colleghi e di creare un clima confortevole in cui tutti possano sentirsi stimolati a dare il meglio.

Il profilo Esploratore è emerso nel 65% dei casi, questo dato risulta coerente con l’attitudine al cambiamento che registra un valore medio alto di 3,0 su 4. Un’osservazione analoga può essere fatta sul profilo Integratore emerso per il 28% dei rispondenti. Anche in questo caso, l’area dell’attitudine alla relazione emerge con una media alta pari a 2,8 punti su 4. Infine, il profilo Innovatore caratterizza una parte ristretta della popolazione dei compilatori (7%), dato coerente con la media generale registrata da chi ha completato il questionario Innovazione e Proattività (2,6 su 4).


 

L’evoluzione dell’indagine nel 2022

Nel giugno 2022 è stata avviata una nuova indagine organizzata con le stesse modalità della precedente proprio per evidenziare l’evoluzione delle competenze acquisite dai lavoratori nel corso degli ultimi due anni. In questa analisi sono stati coinvolti anche i nuovi ingressi per un totale di oltre 4000 persone: la Dirigenza e il PO (circa 700 persone) e i Comparti dei dipendenti regionali (circa 3500 persone).

Le domande del questionario sono state riviste per adeguarle al framework del DigComp 2.1, il quadro di riferimento per le competenze digitali dei cittadini, con riferimento in particolare all’area di competenza su informazione e alfabetizzazione dei dati. Inoltre, il questionario sulla Smart Attitude è strutturato con l’obiettivo di eseguire una misurazione accurata dell’uso problematico dei dispositivi digitali e della percezione della capacità nel distribuire in modo adeguato il tempo trascorso con le tecnologie.

Il modello è stato pensato personalizzabile sulle esigenze dell’Ente, sia nella sua versione per Dirigenti e PO, che nella sua versione per le restanti categorie contrattuali.

Smart Attitude

Nel 2023 è prevista infine una terza misurazione secondo quanto previsto dal POLA.


 

 

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