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Introduzione

Nel tempo della trasformazione digitale, parlare di intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione non significa solo introdurre nuovi strumenti: significa preparare persone e organizzazioni ad affrontare un cambiamento profondo, che riguarda i processi, le relazioni, i servizi. È qui che entra in gioco la formazione.

Perché la formazione è centrale nel governo dell’IA

L’adozione di soluzioni di IA nella PA — dagli assistenti virtuali all’analisi predittiva, dai sistemi di supporto decisionale all’automazione dei processi — richiede una nuova consapevolezza e nuove capacità. Non si tratta soltanto di sapere "come funziona", ma di imparare a valutarla, governarla, affiancarla alle scelte umane.

La formazione diventa quindi una leva abilitante per:

  • Comprendere opportunità e limiti dell’IA nei diversi contesti organizzativi

  • Sviluppare competenze trasversali (etiche, giuridiche, organizzative) oltre quelle tecnologiche

  • Garantire controllo umano significativo, prevenendo rischi di delega cieca

  • Promuovere un uso consapevole e critico degli strumenti, in particolare in contesti di lavoro agile e digitale

Le competenze chiave da sviluppare

Non esiste una sola "alfabetizzazione all’IA", ma diversi livelli di competenza, che vanno progettati in modo coerente rispetto ai ruoli e alle responsabilità. Alcuni esempi:

  • Competenze base per tutti i dipendenti, per saper riconoscere l’IA, interagire in modo efficace e comprenderne l’impatto su lavoro, dati e cittadini.

  • Competenze avanzate per ruoli tecnici, gestionali o di innovazione, capaci di valutare soluzioni AI-ready, pianificare sperimentazioni, collaborare con sviluppatori e fornitori.

  • Competenze etiche e giuridiche per integrare il rispetto delle norme e dei diritti nei processi di adozione.

Chi forma chi: ruoli emergenti e percorsi da costruire

Accanto ai percorsi formativi classici, stanno emergendo nuove figure professionali che possono diventare punti di riferimento interni per il governo dell’IA nella PA:

  • Facilitatori digitali e responsabili della transizione

  • Innovation manager o referenti AI

  • Referenti per la valutazione dell’impatto e l’etica dei sistemi automatici

Questi profili richiedono formazione specifica e continua. Investire su di loro oggi significa rafforzare le capacità interne dell’ente, riducendo la dipendenza da soluzioni esterne e aumentando la capacità di orientare in modo autonomo l’innovazione.

IA e formazione nella PA: a che punto siamo?

A livello europeo e nazionale sono già attive iniziative significative per promuovere la formazione su IA nella PA, come:

  • i piani europei per le competenze digitali e il programma Digital Europe;

  • le attività del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, comprese le Academy del PNRR;

  • i corsi di Formez, SNA e soggetti pubblici/privati accreditati

Ma il salto di scala deve ancora avvenire. Serve un disegno formativo che integri l’IA nei Piani formativi individuali e nei PIAO, e che preveda momenti di aggiornamento non sporadici, ma continuativi, adattati all’evoluzione delle tecnologie e dei contesti organizzativi.

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Ultimo aggiornamento: 15-12-2025, 09:53