Introduzione
Un nuovo quadro normativo per rafforzare la capacità amministrativa
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 9 maggio 2025, n. 69 – che converte il Decreto-legge 14 marzo 2025, n. 25 – prende forma un pacchetto di misure pensato per rafforzare il sistema pubblico, innovare le modalità di accesso al lavoro nella PA e supportare l’organizzazione degli enti territoriali, anche in relazione a sfide come PNRR, digitalizzazione e cambiamenti demografici.
La riforma si articola in tre ambiti chiave:
Reclutamento (Titolo I),
Organizzazione (Titolo II),
Funzionalità e rafforzamento delle PA (Titolo III).
L’obiettivo è costruire una pubblica amministrazione più attrattiva, competente e capace di innovare, partendo da nuovi strumenti e regole per il personale.
Le novità principali per gli enti locali
Incentivi per assumere giovani e diplomati ITS
I comuni, le province e le città metropolitane potranno destinare fino al 15% della capacità assunzionale all’assunzione a tempo determinato di diplomati ITS e figure tecniche legate a digitalizzazione e cybersicurezza. I contratti potranno essere trasformati in tempo indeterminato in caso di valutazione positiva. Le assunzioni rientrano nel progetto “PA 110 e lode”, rifinanziato fino al 2027.
Stabilizzazione del personale sociale
È prorogato al 31 dicembre 2025 il termine per la stabilizzazione degli assistenti sociali con contratto a tempo determinato, con l’obiettivo di garantire continuità nei servizi sociali comunali.
Mobilità e rafforzamento del personale
Mobilità volontaria: nuova obbligatorietà per i piccoli comuni
Dal 2026, gli enti con meno di 50 dipendenti che intendano assumere almeno 10 nuove unità dovranno riservare il 15% della capacità assunzionale alla mobilità volontaria, dando priorità a personale già comandato e valutato positivamente.
Nullaosta obbligatorio per distacchi
Fino al 31 dicembre 2026, il distacco di personale da piccoli comuni è subordinato al nullaosta dell’ente di appartenenza, per evitare il depotenziamento delle strutture coinvolte in progetti strategici come il PNRR.
Concorsi pubblici e graduatorie
Maggiore flessibilità nelle procedure.
Gli enti potranno avvalersi del supporto della Commissione RIPAM per lo svolgimento dei concorsi. Le graduatorie torneranno a durare 3 anni (anziché 2) e potranno essere utilizzate anche da altri enti.
Premialità e inclusione.
È prevista:
una premialità per chi ha lavorato al PNRR;
l’equiparazione del servizio civile (nazionale e universale);
la sospensione della “norma taglia-idonei” per le graduatorie 2024-2025;
una nuova riserva del 10% per persone con disabilità nei concorsi pubblici.
Altre misure per rafforzare le amministrazioni
Supporto ai piccoli comuni.
È potenziato il ruolo di Formez PA nel supporto concorsuale ai piccoli enti, con un finanziamento aggiuntivo da 1 milione di euro.
Stabilizzazioni e semplificazioni.
Tra le misure rilevanti:
Stabilizzazione degli LSU al Sud,
Nomina condivisa degli energy manager tra comuni,
Misure per rafforzare gli enti coinvolti nella ricostruzione e nel contrasto al dissesto idrogeologico.
Misure organizzative e funzionali
Rafforzamento del personale e flessibilità.
Il decreto prevede:
Assunzioni in deroga per comuni nei crateri sismici e coinvolti nel Giubileo,
Maggiore autonomia organizzativa per le Regioni,
Estensione alle unioni di comuni delle misure PNRR.
Miglioramento dei trattamenti e delle condizioni di lavoro
Aumento fino al 48% del fondo del personale non dirigente per enti virtuosi.
Uniformazione delle regole sull’inidoneità e inabilità al lavoro per nuovi assunti.
Conclusioni
Il Decreto PA 2025 rappresenta un passo importante verso una Pubblica Amministrazione più moderna, inclusiva e capace di affrontare le transizioni in atto. Gli enti locali sono chiamati a cogliere le nuove opportunità, aggiornare i propri piani del fabbisogno del personale e rafforzare le proprie competenze, anche attraverso il lavoro agile e strumenti digitali.
#PA
Ultimo aggiornamento: 07-11-2025, 13:08
