Le sfide del remote leader per un futuro ibrido
A queste domande sul futuro del lavoro ibrido risponde l’indagine “HR Trends & Salary Survey 2021”.
Realizzare un modello di lavoro ibrido e mantenere alti i livelli di flessibilità è il tema centrale che oggi anima riflessioni e conversazioni tra imprese e lavoratori. E per affrontare questa sfida le organizzazioni affidano un ruolo strategico ai manager: quello di rafforzare la comunicazione, l’ascolto, il coinvolgimento, la motivazione, la capacità di definire gruppi di lavoro e migliorare i metodi di misurazione dei risultati raggiunti. L’indagine condotta da Randstad Italia tra marzo e giugno 2021 ci illustra un panorama in cui la richiesta di cambiamento è forte, a partire dal modo di pensare e di agire dei manager.
Leadership = empatia e ascolto
La HR Trends & Salary Survey, oggi all’undicesima edizione, approfondisce temi innovativi e analizza dati storici sul mondo del lavoro. Per questa edizione, sono stati intervisti 350 direttori delle risorse umane, manager, CEO e clienti, concentrandosi sulla diffusione dello Smart Working e sulle sfide che i responsabili dovranno affrontare.
Dalle interviste emerge la necessità di strutturare un nuovo stile di leadership, quello del “Remote Leader”: un responsabile in grado di prendersi cura delle persone, in presenza e a distanza, con forti competenze comunicative, di ascolto, di coinvolgimento e di fiducia.
Lavoro agile: scelta consapevole e condivisa
L’86% delle imprese intervistate continua a utilizzare lo Smart Working anche nel 2021, il 66% continuerà a utilizzarlo anche in futuro e solo il 20% ha intenzione di interromperlo. Nella maggior parte dei casi (83%) la scelta di lavorare a distanza è condivisa tra manager e personale; solo nel 17% dei casi è una decisione unilaterale del top management.
In media lavora in Smart Working il 54% del personale intervistato per una media di 2,5 giorni a settimana: amministrazione e contabilità (86%), HR (81%), IT (71%), marketing e comunicazione (70%) e vendite (67%) sono le funzioni più coinvolte. Un’azienda su due ha in mente di riprogrammare gli spazi di lavoro, il 34% sta lavorando per una loro ottimizzazione.
Remote leader = People leader
Il principale obiettivo del Remote Leader è quello di preservare il benessere dei lavoratori. Molti manager hanno già attivato iniziative mirate in quest’ottica, con lo scopo di mantenere saldo il senso di appartenenza tra impresa e collaboratori:
- rotazione delle presenze (58%)
- momenti di condivisione formali (52%) e informali (49%)
- monitoraggio e iniziative di engagement (31%)
- proposte formative per la gestione degli obiettivi aziendali e personali (50%)
- proposte per una più frequente condivisione di feedback (55%)
- momenti di recupero delle energie (26%)
Si tratta di spunti utili per ogni organizzazione che intende mantenere e strutturare il lavoro agile con efficienza e benefici condivisi.
Le sfide da affrontare
Secondo la ricerca le principali sfide per il futuro del lavoro post-pandemico saranno tre: la creazione e il mantenimento di un ambiente di lavoro sano, che tenga conto delle specificità del lavoro a distanza o ibrido, l’impegno per trattenere i migliori talenti e infine (ma non ultimo in ordine d’importanza) l’incremento delle performance e della produttività.
Il compito della Pubblica Amministrazione, oggi in fase di trasformazione su questi temi, sarà proprio quello di garantire il benessere di un lavoratore flessibile e di confermare le proprie capacità legate al monitoraggio dello Smart Working e alla valutazione delle performance, grazie alla stesura del PIAO (Piano integrato di attività e organizzazione) nel quale confluirà il POLA (Piano organizzativo del lavoro agile).
L’impegno della Regione Emilia-Romagna per il lavoro agile è ampio e articolato: visita il sito del progetto Emilia-Romagna Smart Working per saperne di più