DAL MONDO - Fiducia e flessibilità nel futuro del lavoro agile

attrarre nuovi talenti: tra flessibilità e digitalizzazione

Recenti ricerche in USA si concentrano su una nuova visione del lavoro e sui bisogni emergenti dei giovani talenti. L’accelerazione della trasformazione digitale in quasi tutti i settori economici, la pandemia e il lavoro agile sono fenomeni che richiedono una riflessione ampia sulla cultura aziendale e sul concetto di forza lavoro, per favorire la ripresa economica e cambiamenti sociali positivi.

 

Quali sono le nuove esigenze del mondo del lavoro e gli asset tecnologici più efficaci per favorire il lavoro agile?

Questa la domanda che ha dato il via allo studio Talent Accelerator promosso dalla società statunitense Citrix Systems.

La ricerca, parte di un più ampio progetto denominato Citrix’ s Work 2035, ha l’obiettivo di esaminare gli attuali modelli di lavoro globali per comprenderne i cambiamenti e le necessità  e definire le priorità per l’implementazione di nuove tecnologie.

Oltre 2.000 persone e circa 500 direttori delle Risorse Umane di aziende internazionali di grandi e medie dimensioni sono stati intervistati con l’obiettivo di comprendere quali sono gli atteggiamenti dei lavoratori e degli HR Manager di fronte ai recenti mutamenti del lavoro. La survey è stata condotta nel pieno delle restrizioni da Covid-19 e quindi con i lavoratori in smart working.

Le priorità per gli smart talents

Lo studio si è concentrato sulla gestione dei talenti, tenendo in considerazione un futuro in cui il lavoro agile sarà parte integrante dei modelli organizzativi. Sono emersi tre elementi ai quali gli smart worker hanno attribuito massima priorità:

1.   opzioni flessibili: l’88% dei lavoratori afferma che nella ricerca di una nuova posizione darà priorità a offerte lavorative che prevedono massima flessibilità di orario. L’83% ritiene che le imprese implementeranno modelli di lavoro sempre più flessibili con lo scopo di raggiungere i candidati ideali, indipendentemente dalla loro collocazione geografica. Solo il 66% dei direttori delle Risorse Umane la pensa allo stesso modo. Il 76% dei lavoratori ritiene che sarà data sempre maggior rilevanza allo stile di vita personale e agli interessi anziché alla vicinanza con l’ufficio. A questo proposito l’83% dei responsabili intervistati ritiene fondamentale l’istituzione di sedi e uffici ubicati anche nelle aree rurali. Le imprese si dimostrano sempre più consapevoli dell’importanza di ascoltare e andare incontro alle richieste dei lavoratori.

 2.  misurazione della produttività: gli smart worker desiderano essere valutati sulla base del valore offerto all’organizzazione e, in particolare, sulla base degli obiettivi raggiunti. Ritengono che i datori di lavoro dovrebbero dare loro maggiore fiducia, ovunque si trovino a svolgere la propria attività lavorativa. L’86% dei lavoratori ha infatti dichiarato che preferirebbe lavorare in un’azienda che attribuisca maggiore importanza ai risultati. Si apre qui un divario: solo il 69% dei direttori delle Risorse Umane ritiene che la propria organizzazione possa essere più produttiva monitorando i progressi esclusivamente sulla base dei risultati raggiunti. Emerge da questo dato un elemento critico: quante saranno le organizzazioni che si impegneranno a colmare questo divario? L’obiettivo è progettare esperienze di lavoro che siano in grado di dare ai dipendenti lo spazio e la flessibilità di cui hanno bisogno e ripensare le modalità in cui la produttività viene misurata.

 3.   un gruppo eterogeneo: i lavoratori vogliono svolgere le proprie attività con una squadra diversificata; lo conferma l’86% dei lavoratori, mentre il 66% dei direttori delle Risorse Umane afferma che una forza lavoro differenziata sarà più produttiva e efficiente. Lo scarto tra i punti di vista dei due cluster resta invariato.

 

Come cambia la figura del leader aziendale?

I leader aziendali dovranno dimostrare di essere sempre più attenti alle nuove necessità degli smart worker, attivando soluzioni che possano agevolare la loro carriera e incrementare il senso di fiducia. Questo potrebbe significare dover dare maggiori incentivi o benefit ai lavoratori-genitori, assumere più lavoratori part-time o individuare talenti senza basarsi esclusivamente sulla loro collocazione geografica.

 

Dare precedenza a sviluppo e apprendimento

L’82% dei lavoratori e il 62% dei responsabili delle Risorse Umane ritiene fondamentale un affinamento delle competenze e l’acquisizione di nuove skills per il mantenimento di un vantaggio competitivo a livello globale. I responsabili ritengono sia fondamentale disporre della più recente tecnologia collaborativa per poter garantire ai lavoratori un apprendimento sempre più strutturato del lavoro agile. I lavoratori confermano che tecnologia e aggiornamento costante sono elementi determinanti per lo svolgimento della propria prestazione e per l’incremento della produttività. Le imprese che riusciranno a garantire questi asset non solo potrebbero rilevare un incremento della motivazione dei propri lavoratori, ma potrebbero anche attirare nuovi talenti.

L’ultimo anno ha mutato il modo in cui le persone vedono il lavoro e le aziende desiderano sempre di più attrarre talenti emergenti per ripartire dopo un momento così complesso. Per questo motivo si dovranno abbracciare nuove modalità lavorative flessibili e coltivare una forza lavoro con nuovi obiettivi, esigenze, competenze.

 

Mai più senza flessibilità

Una seconda survey, condotta dalla multinazionale statunitense Gartner Inc., conferma che la flessibilità nella gestione del lavoro in presenza o da remoto è un elemento decisivo per richiamare i talenti. Gartner ha intervistato oltre 400 leader delle Risorse Umane, oltre 300 leader finanziari e coinvolto più di 4.000 persone tra dipendenti e dirigenti.

Oltre la metà dei lavoratori da remoto incontrati conferma che la possibilità di lavorare in modo flessibile avrà un forte impatto sulla permanenza nelle organizzazioni. La ricerca dimostra che le prestazioni degli smart worker migliorano quando viene data loro flessibilità nella scelta di dove, quando e quanto lavorare. Passare a una strategia di lavoro ibrido sembra essere la soluzione più efficace per andare incontro alle aspettative dei lavoratori e per valorizzare i talenti emergenti.

Queste indagini offrono spunti rilevanti per il mondo delle Pubbliche Amministrazioni, che grazie a progetti mirati, come ad esempio i Tavoli Tematici ideati da Emilia-Romagna smart working, stanno lavorando attivamente per dibattere sui principali temi legati al lavoro agile e per individuare soluzioni innovative e strategiei per la gestione di uno smart working strutturato, volto a garantire maggior flessibilità, supporto e fiducia, nonché per attrarre talenti grazie alla rinnovata possibilità di assumere nuove risorse.

 

 

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