Dal Mondo – Lo Smart Working al tempo del “lavoro liquido”

lavoro liquido

Qual è la direzione dello smart working in un mondo del lavoro così dinamico? A questa domanda risponde l’indagine “Lavoro liquido: a che punto siamo tra Smart Working e nuova governance” condotta dall’azienda internazionale Reverse e altri partner. I lavoratori intervistati concordano su una linea comune: mantenere lo Smart Working anche in futuro.

 

Non vogliamo tornare indietro

L’indagine di Reverse è stata avviata con l’obiettivo di raccogliere le opinioni dei lavoratori che hanno svolto e che attualmente svolgono la propria attività con formule di Smart o Hybrid Working. Prima di tutto emerge che gli intervistati concordano all’unanimità sul voler adottare soluzioni ibride e flessibili. I maggiori sostenitori di questa soluzione sono i giovani, tra i 20 e i 30 anni, anche se tutte le fasce di età concordano su una metodologia di lavoro flessibile. I lavoratori non vogliono tornare indietro. La maggior parte del campione è anche disposta a cambiare lavoro, consapevole ormai di poter ottenere una formula agile presso altre organizzazioni.

 

Il diritto di disconnetterci

Una delle questioni più “spinose” legate allo Smart Working è quella del diritto alla disconnessione. I lavoratori temono la reperibilità continua e desiderano una sua regolamentazione. Il tema è complesso anche se a livello normativo si sta lavorando proprio per raggiungere una formula completa che possa tener conto di una nuova modalità di lavoro per obiettivi e delle capacità dell’azienda di mantenere alto l’engagement dei propri collaboratori, ovunque si trovino. Il 45% degli intervistati ha infatti dichiarato di aver sofferto per una maggiore richiesta di disponibilità online. Una regolamentazione è sentita come necessaria, per rendere tutto più sicuro.

 

Un lavoro “per obiettivi”

Il 56% dei lavoratori intervistati afferma che la propria organizzazione sta riprogrammando il lavoro su obiettivi proprio per sostenere il lavoro agile. Ben l’83% dei lavoratori conferma che il lavoro agile non solo ha consentito loro di far conciliare necessità professionali e vita familiare, ma che li ha spronati al raggiungimento degli obiettivi prestabiliti.

Le videoconferenze sono relazioni

Il 65% dei lavoratori afferma che le videoconferenze o video-call possono essere considerate “scambi relazionali” veri e propri (meglio se con la possibilità di vedere il proprio interlocutore) e che le tecnologie sono state perfettamente in grado di sopperire la diminuzione dei contatti personali. È emerso che molte organizzazioni stanno coinvolgendo i lavoratori in svariate attività, proprio con l’obiettivo di mantenere alti i livelli di coinvolgimento e cooperazione:

  • Survey online per indagare il grado di soddisfazione
  • Chat e attività online
  • Eventi in presenza gestiti dai team di lavoro.

 

Adattiamo gli spazi!

Il 60% dei lavoratori di tutte le fasce di età ha dichiarato che è arrivato il momento di adeguare gli spazi alla nuova modalità di “lavoro liquido”: smart, ibrido e flessibile. Le organizzazioni si stanno attivando proprio con l’obiettivo di modificare in tempi rapidi il loro assetto.

La Pubblica Amministrazione può trarre ispirazione dai risultati di questa indagine, che confermano la grande necessità di comprendere i bisogni reali dei lavoratori agili per una gestione più mirata, potenziata e strutturata delle attività.